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4-7 settembre 2014, S. Martino dall’Argine (MN) – La Rivoluzione dello Spazio

Insieme agli amici di On/Off FabLab Parma abbiamo partecipato all’evento “La Rivoluzione dello Spazio 3D“, organizzato da Imprimatvr-Lab in Chiesa Castello di San Martino dall’Argine (MN). L’evento era incentrato sul rapporto tra tecnologia e Beni Culturali e vi hanno partecipato sei FabLab: On/Off FabLab Parma, FabLab Bergamo, FabLab Ideas Monza, Spazio Geco Pavia, FabLab Verona.

Heritage Lab

L’evento è stato innazitutto l’occasione per presentare il gruppo di lavoro Heritage Lab, a cui abbiamo dato vita insieme a On/Off FabLab Parma. Heritage Lab è un laboratorio di fabbricazione dedicato ai Beni Culturali dove è possibile applicare tecnologie digitali nel campo dello studio, della tutela, della valorizzazione e della divulgazione del patrimonio culturale. L’obiettivo è di sviluppare un approccio metodologico e operativo basato sulle più recenti tecnologie digitali, facilmente reperibili perché open source e a basso costo, allo scopo di migliorare la gestione, la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale.

Il progetto di rilievo e stampa 3D per il restauro

Durante l’evento “La Rivoluzione dello Spazio 3D” abbiamo presentato il primo progetto di Heritage Lab: “Tecniche di conservazione low-cost mediante rilievo e stampa 3D”.  L’obiettivo del progetto era di abbinare tecniche a basso costo del settore del rilievo e della stampa 3D al restauro di ripristino di parti mancanti nel settore della conservazione dei Beni Culturali, con un occhio rivolto al pensiero di Cesare Brandi riguardo la conservazione dell’opera d’arte nella sua duplice istanza (estetica-storica): integrazione reversibile di parti mancanti con lo scopo di rendere leggibile l’opera nella sua completezza senza cancellare “i segni del tempo”.

IMG_2881Oggetto del progetto è stata una delle cappelle laterali della Chiesa Castello di San Martino dall’Argine (MN). La Chiesa, voluta da Scipione Gonzaga nel 1582, rappresenta un monumento di rilevante importanza nel quadro dell’architettura religiosa in territorio mantovano. Per quanto riguarda le sei cappelle, alcune hanno subito perdite irrimediabili a causa dei crolli, degli atti vandalici e dei saccheggi verificatisi durante la lunga chiusura della chiesa. Oggi possiamo ammirare solo la seconda e la terza cappella del lato sinistro, entrambe comunque non in buono stato di conservazione.

La terza cappella, oggetto del nostro progetto, presenta un altare privo di rivestimento marmoreo sovrastato da raffigurazioni di quattro putti, due dei quali acefali. L’obiettivo del progetto era di integrare i due putti acefali attraverso un approccio tecnologico e low-cost che consentisse la riproduzione delle teste mancanti.

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Per ricreare le teste mancanti abbiamo utilizzato come modello una delle teste dei putti conservati (quello in altro a destra, per la precisione). Abbiamo quindi rilevato in 3D con tenciche Image-based la testa conservata e i due busti dei putti acefali. Quella Image-based è una tecnica di rilievo rapida in quanto permette di ottenere un modello tridimensionale da un set di immagini digitali scattate con una comune fotocamera digitale, ed è inoltre una tecnica low-cost in quanto l’elaborazione delle immagini può essere effettuata con software libero e open source (nel caso specifico, Python Photogrammetry Toolbox e MeshLab).

Una volta elaborati tutti i modelli 3D ottenuti dal rilievo, il modello della testa è stato utilizzato per creare due nuove teste che combaciassero il più possibile sui busti acefali (in questa fase si è utilizzato ZBrush). Abbiamo così ottenuto due modelli 3D di teste che integravano perfettamente i due busti acefali.

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Infine, le due nuove teste così ottenute sono state stampate in 3D in PLA con una stampante Coobot di 3D-PR e sono state montate sui due putti acefali, andando così a ricostruire l’originaria integrità degli elementi scultorei.

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Questo esempio mostra chiaramente come la tecnologia della stampa 3D, unita alle tecniche di rilievo e modellazione tridimensionale, possa essere impiegata in modo efficace in un settore ancora inesplorato come quello del restauro scultureo.

Hanno collaborato al progetto: Giulio Bigliardi, Alan Comini, Pietro Dioni, Michela Grasselli, Giovanni Panico, Lara Ravasi, Davide Scaccaglia, Fancesco Soncini.

 

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