Descrizione Progetto

Il progetto

A portata di mano” è un progetto realizzato dai Musei Civici di Modena: si  tratta di un percorso tattile che permette di scoprire il Sito Unesco di Modena (Duomo, Torre Ghirlandina e Piazza Grande). A fianco del plastico di Pizza Grande in scala 1:200 (realizzato in resina da GEISS e Justprint3D). sono presenti le nostre riproduzioni di quattro elementi scultorei realizzati in scala 1:1: due mensole, una formella figurata e un semicapitello. Tutte le opere si possono toccare, ammirare e conoscere da vicino e hanno una didascalia in nero e in braille; inoltre, sul sito www.unesco.modena.it si può accedere a brevi schede di approfondimento.

“A portata di mano” rappresenta un nuovo servizio di assistenza culturale e un’opportunità in più non solo per un pubblico con deficit visivo, che ne rappresenta il destinatario privilegiato, ma per un pubblico più ampio alla ricerca di un nuovo approccio con l’arte, quello della multisensoritalità, una dimensione culturale che garantisce una fruizione più completa del patrimonio (info e orari di visita: www.unesco.modena.it/it/didattica-e-divulgazione/a-portata-di-mano).

Le opere originali che dovevamo riprodurre sono in pietra, abbiamo così deciso di utilizzare un materiale che ricordasse la pietra, sia alla vista che al tatto. Il nostro impegno è da sempre rivolto all’utilizzo di materiali in grado di restituire le stesse sensazioni dei materiali originali, in modo da garantire un’esperienza tattile il più completa possibile.

La riproduzione in stampa 3D

I quattro elementi sono stati realizzati utilizzando la tecnica dello stampo, attraverso un procedimento particolare che prevede numerosi fasi di lavoro.

Innanzitutto, tutti gli elementi sono stati riprodotti in stampa 3D. La mensola più piccola è stata riprodotta in una unico pezzo, mentre gli altri elementi sono stati suddivisi in più parti. Abbiamo utilizzato due stampanti diverse, a seconda della dimensione delle parti da stampare: una WASP Delta 2040 (con un volume di stampa di 20x20x40 cm) e una Riase3D N2 Plus (con un volume di stampa di 30x30x60 cm).

Le varie parti sono state incollate tra loro e le giunture attentamente stuccate. La superficie è stata uniformata utilizzando un sottile strato di Duraloid AL 30, uno smalto epossidico bicomponente che contiene un additivo distendente in grado di formare superfici lisce e regolari.

La mensola più piccola, stampa in un pezzo unico.

La lastra con la raffigurazione di Sansone (ca. 50×50 cm), stampata in 10 parti.

La lastra dopo l’assemblaggio e la stuccatura.

Il capitello grande (60x60x60 cm) in corso di assemblaggio.

Il capitello assemblato.

Calco e sformatura

La soluzione più rapida sarebbe stata quella di dipingere direttamente gli oggetti stampati in 3D, utilizzando un colore in grado di ricordare quella della pietra. Tuttavia, ciò avrebbe reso l’esperienza tattile molto limitata e poco realistica, trattandosi di oggetti in plastica. Abbiamo quindi optato per una lavorazione più complessa, ma in grado di restituire una riproduzione veramente simile all’opera originale, sia alla vista che al tatto.

Abbiamo deciso di utilizzare un gesso sintetico particolarmente duro, che può essere post lavorato per renderlo molto liscio, ottenendo così una superficie liscia e fredda come quella della pietra.

Le stampe 3D ci sono servite come prototipi per realizzare calchi in gomma siliconica. Per ciascuno dei quattro elementi abbiamo così ottenuto uno stampo, all’interno del quale abbiamo colato un gesso sintetico in polvere miscelato con l’acqua, che non necessita di essicazione o cottura. Una volta sformato lo stampo, la riproduzione non ha richiesto particolare post-lavorazione, se non una coloratura manuale per ottenere l’effetto della pietra antica.

Lo stampo in gomma siliconica del capitello più grande.

Il capitello grande appena estratto dallo stampo.

Stampo e controstampo della lastra con Sansone.

La lastra con Sansone appena estratta dalla stampo.

Le riproduzioni ottenute con questo procedimento hanno un superficie molto simile alla pietra, sia alla vista che al tatto; anche il peso finale della riproduzione è quasi identico a quello dell’opera originale, elemento che contribuisce al realismo della riproduzione.

Non ci stancheremo mai di ripetere che la stampa 3D in materiale plastico è ormai superata per le applicazioni nel campo dei Beni Culturali e che oggi è possibile utilizzare materiali molto più realistici.

Rassegna stampa