Descrizione Progetto

Alcune immagini della riproduzione.

Il progetto

Si tratta di un altorilievo in marmo che raffigura l’atto di fondazione di una colonia. In uno dei personaggi rappresentati molti riconoscono la figura di Marco Emilio Lepido, fondatore eponimo della Via Aemilia e del forum di Regium Lepidi.  L’opera originale, per questioni di conservazione, non poteva essere spostata dalla sua attuale collocazione, per questo i Musei Civici di Reggio Emilia hanno optato per realizzarne una riproduzione da esporre all’interno della mostra.

In casi come questi non è ormai più possibile realizzare un calco a contatto dell’opera originale, poiché i rischi di recare danno alla superficie sono sempre molto alti. L’unica possibilità è oggi quella di affidarsi alle tecnologie di fabbricazione digitale, integrando strumenti di scansione tridimensionale non a contatto, tecnologie di riproduzione automatizzate e tecniche di lavorazione artigianale.

La lastra originale.

La scansione 3D

Il primo passo è stato il rilievo 3D ad alta risoluzione dell’opera originale. Abbiamo utilizzato lo scanner 3D Scan in a Box, uno scanner a luce strutturata in grado di garantire un’acquisizione con un dettaglio molto elevato in tempi relativamente ristretti.

La lastra misura 175 x 75 cm e abbiamo impiegato mezza giornata di lavoro per eseguire la scansione, ottenendo una nuvola di punti composta da ca. 37.500.000 punti. Dopo un’altra mezza giornata di post-processing dei dati, siamo riusciti ad ottenere una mesh composta da ca. 9.750.000 poligoni.

Un momento della scansione.

La nuvola di punti.

La stampa 3D

La stampa 3D è stata realizzata utilizzando una stampante RAISE3D N2Plus, una stampante con un volume di stampa di 30x30x60 cm, tale da permetterci di non dover suddividere il modello in un numero di parti eccessivo, cosa che avrebbe complicato il lavoro di post-produzione.

Al termine della stampa, tutte le parti sono state incollate tra loro e le giunture attentamente stuccate. La superficie è stata uniformata utilizzando un sottile strato di Duraloid AL 30, uno smalto epossidico bicomponente che contiene un additivo distendente in grado di formare superfici lisce e regolari.

Alcune fasi della stampa 3D.

Calco, sformatura e finitura superficiale

A questo punto avremmo potuto dipingere direttamente la stampa in plastica con una finitura in grado di ricreare alla vista l’effetto del marmo. Tuttavia, non ci sembrava la soluzione migliore, in termini di qualità, per un’opera che avrebbe dovuto essere esposta all’interno di un Museo. La plastica ha sempre un effetto molto finto, sia alla vista che al tatto.

Il nostro intento è sempre quello di ottenere repliche che siano il più possibile simile all’opera originale. Dato che avevamo a che fare con un’opera in marmo, abbiamo quindi deciso di non accontentarci della semplice riproduzione in stampa 3D in materiale plastico, ma di utilizzare un materiale che avesse l’aspetto del marmo, sia alla vista che al tatto.

Abbiamo quindi optato per una lavorazione più complessa, ma in grado di restituire una riproduzione veramente simile all’opera originale. Abbiamo deciso di utilizzare un gesso sintetico particolarmente duro, che può essere post lavorato per renderlo molto liscio, ottenendo così una superficie liscia e fredda come quella del marmo.

Abbiamo utilizzato la stampa 3D come un semplice prototipo, sul quale abbiamo realizzato un calco con gomma siliconica. Abbiamo così ottenuto uno stampo, all’interno del quale abbiamo colato il gesso sintetico, una resina sintetica in polvere da miscelare con l’acqua, di rapido indurimento all’aria e che non necessita di essicazione o cottura. Una volta sformato lo stampo, la riproduzione non ha richiesto particolare post-lavorazione, se non una coloratura manuale per ottenere un effetto anticato.

La realizzazione del calco in gomma siliconica.

Alcune fasi della finitura superficiale della riproduzione dopo la sformatura.

La riproduzione così ottenuta ha un superficie molto simile al marmo, sia visivamente grazie alla coloratura manuale, sia al tatto, grazie al materiale utilizzato; inoltre, anche il peso finale della riproduzione è quasi identico a quello dell’opera originale, elemento che contribuisce al realismo della riproduzione.

L’installazione dell’Arch. Rota all’ingresso del Museo.

Non ci stancheremo mai di ripetere che la stampa 3D in materiale plastico è ormai superata per le applicazioni nel campo dei Beni Culturali. Oggi è possibile utilizzare materiali molto più realistici, sia alla vista che al tatto, a costi molto contenuti.

La mostra

La nostra riproduzione sarà in mostra fino al 1 luglio 2018 ai Musei Civici di Reggio Emilia, all’interno della mostra On the road – Via Emilia 187 a.C. – 2017.

Inserita nel programma 2200 anni lungo la Via Emilia, la mostra valorizza la Via tracciata nel 187 a.C. dal console Marco Emilio Lepido, personaggio che giocò un ruolo da protagonista anche nel dare forma istituzionale al Forum che da lui prese il nome, Forum o Regium Lepidi, mentre Modena e Parma celebrano i 2200 anni della loro fondazione (183 a.C.). Particolare attenzione è dedicata alla riscoperta della figura di Marco Emilio Lepido, il geniale costruttore che, sgominati i Celti e i Liguri, decise la costruzione di una lunghissima strada che collegava le colonie di Rimini e Piacenza, ma anche alla sua fortuna nel corso dei secoli.

Curata da Luigi Malnati, Roberto Macellari ed Italo Rota, la mostra è promossa dai Musei Civici del Comune di Reggio Emilia, dal Segretariato regionale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e Turismo (Mibact) per l’Emilia-Romagna unitamente alla stessa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione Pietro Manodori, con il contributo Art Bonus di Credem ed Iren, il patrocinio di Anas, sponsor CarServer.