Descrizione Progetto

Il progetto

Sabato 18 febbraio 2017 è stato inaugurato il percorso tattile per ciechi e ipovedenti del Museo Civico Archeologico “Mario Antonacci” di Albano Laziale. L’iniziativa, denominata “Toccare la storia/Touching History”, è stata realizzata a cura dell’Assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Albani Laziale e dell’Associazione “Amici del Museo Albano”.

Una delle particolarità del percorso è che, diversamente da quanto spesso accade, gli ausili tattili sono stati integrati all’interno del tradizionale percorso di visita, attraverso supporti realizzati appositamente. Non è quindi stata approntata un’area separata per ciechi e ipovedenti, ma è stata sviluppata l’idea di un unico percorso di visita il più accessibile possibile, implementandolo quello già esistente con pannellistica in linguaggio braille, schede tattili a rilievo e riproduzioni in stampa 3D.

Noi ci siamo occupati della riproduzione di alcuni reperti archeologici, selezionati dalla Direzione del Museo per la loro rilevanza. Tutte le riproduzioni sono state realizzate utilizzando tecniche e tecnologie di Fabbricazione Digitale

Rilievo 3D

Il primo passo è stato il rilievo tridimensionale delle opere selezionate. Abbiamo utilizzato lo scanner a luce strutturata Scan in a Box, uno scanner 3D che permette di acquisire forma e colore senza alcun contatto con l’opera originale e che garantisce accuratezza e risoluzione nell’ordine di poche decine di micron.

In questo modo, per ogni opera abbiamo ottenuto un modello 3D digitale, in scala e a colori reali. I modelli 3D sono visibili on-line su 3D Virtual Museum, il primo Museo 3D del patrimonio culturale italiano, che gestiamo da quasi tre anni.

Scansione 3D di punta di lancia in bronzo.

Rilievo 3D con scanner a luce strutturata di testa maschile in ceramica.

Stampa 3D

 Una volta così ottenuti i modelli 3D digitali, i reperti sono stati riprodotti con differenti tecnologie di stampa 3D.

È importante spiegare come abbiamo scelto le tecnologie di stampa 3D e perché ne abbiamo scelte più di una. L’obiettivo principale era quello di creare delle riproduzioni che potessero essere liberamente toccate da persone cieche o ipovedenti, al posto degli originali conservati nelle vetrine. Per raggiungere questo obiettivo, l’aspetto fondamentale era che le riproduzioni fossero metricamente corrette, quindi in scala 1:1, e coerenti nella forma rispetto agli originali.

Abbiamo però considerato che le riproduzioni sarebbero state esposte permanentemente nel Museo, integrate nel tradizionale percorso di visita, e che, per questo, sarebbero in realtà state a disposizione di tutti i visitatori, anche di quelli vedenti.

Considerando che tutti all’interno di un museo vorremmo poter toccare, abbiamo deciso di realizzare delle riproduzioni fruibili da chiunque, che fossero il più possibile simili agli originali non solo nelle forme, ma anche nel colore e nei materiali. Toccare è infatti un modo diverso di conoscere un oggetto: poterselo rigirare tra le mani, sentirne il peso, guardarlo da ogni angolazione; si tratta di un’esperienza di visita più completa, rispetto al poter solo guardare un oggetto.

Stampa 3D con filamento a base di polvere di bronzo.

Riproduzione in stampa 3D dopo la post-lavorazione.

Una punta di lancia in bronzo dell’età del Bronzo Medio (qui è possibile vedere il modello 3D) è stata riprodotta attraverso la tecnologia della stampa 3D a filamento (FFF) utilizzando un materiale contenente l’80% di polvere di bronzo. È così stato possibile post-lavorare la riproduzione come un qualsiasi oggetto in bronzo, ossidandolo artificialmente e creando una resa molto realistica, sia al tatto, che alla visita.

Altri cinque oggetti in terracotta sono stati riprodotti con la tecnologia della stampa 3D a ceramica: si tratta di due lastre architettoniche (i modelli 3D sono visibili qui e qui), una testa maschile di tipo votivo (visibile qui), una statuetta votiva di toro (visibile qui) e una tazza con ansa ornitomorfa (visibile qui). La stampa 3D a ceramica è tecnicamente simile a quella a filamento, ma avviene a freddo e il materiale di partenza è un impasto. Gli oggetti ottenuti con questa tecnologia possono infine essere cotti e, in generale, post-lavorati come un qualsiasi oggetto in ceramica. Aggiungendo pigmenti all’impasto è inoltre possibile ottenere oggetti di qualsiasi colore.

L’ultima riproduzione realizzata riguarda una testa in terracotta policroma (il modello 3D è visibile qui): rappresenta un guerriero, è alta circa 9 cm e presenta evidenti tracce di colore rosso e bruno. Per ottenere una riproduzione fedele nei colori, abbiamo deciso di utilizzare una tecnologia differente dalle precedenti. Abbiamo infatti utilizzato una stampante 3D a colori a polvere di gesso; abbiamo deciso di non utilizzare materiale simile all’originale (anche se la superficie al tatto è in realtà molto simile), privilegiando la resa del colore.

Albano Laziale 3D testa guerriero

Reperto originale.

Albano Laziale modello 3D

Modello 3D digitale.

Stampa 3D a colori.

Rassegna stampa